"Piuttosto morire per mantenere una parola che morire da traditore!"

mercoledì 14 giugno 2017

IN RICORDO DI ANGELO
Il  28 dicembre ricorre il 39º  anniversario della uccisione(1977) di  Angelo Pistolesi.
 Giovane lavoratore e padre di familia , era dirigente  della sezione  del MSI-DN dei  quartieri della Magliana e del Portuense della cittá di Roma. Alle prime ore del mattino , all’uscita di  casa  , mentre si recava al lavoro veniva  assassinato  con armi da fuoco  da terroristi comunisti che ne rivendicavano l’omicidio attraverso un comunicato alla stampa. Un nuovo  fatto di sangue rattristava la societá civile.  I responsabili non vennero mai scoperti , per essere assicurati alla giustizia, destando tra i suoi  familiari ed amici  logiche  incomprensioni ed anche  ombre di sospetto  sull’operato delle forze dell’ordine  incaricate delle indagini.  Durante gli anni della tensione  molte centinaia  di italiani  ( tra   assassinati ,  feriti e  invalidi a conseguenza della violenza ) caddero  vittime  della furia omicida scatenata dalle bande marxiste che agivano indisturbate  in tutto il Paese seminando  ovunque lutti  e terrore .  La comunitá nazionale  nel  ricordare Angelo Pistolesi  celebra anche  la memoria di   tutti  i caduti per la libertá d’Italia .   In questo modo  si intende tramandare  alla posterioritá il messaggio  dell´ impegno civile e sociale per la grandezza della Patria  che fu l’ideario militante  del giovane  sacrificato.   Ricordiamo Angelo tra i martiri della Storia d’Italia.
                ANGELO  PISTOLESI :  PRESENTE !              
 VERITA’, GIUSTIZIA, MEMORIA

Mancavano pochi giorni al voto per le elezioni politiche del 1976, quando, la sera del 25 maggio, a Latina, pochi chilometri dalla Capitale, si tenne una cena elettorale nei locali del ristorante “Il Gallo d’oro” di alcuni militanti del Movimento Sociale Italiano. Ospite d’onore, il candidato, l’onorevole Sandro Saccucci, in corsa per la rielezione in una circoscrizione, la Roma-Viterbo-Frosinone-Latina, a rischio da una micidiale concorrenza interna. Ex militante della Giovane Italia, paracadutista e deputato, carattere sanguigno e fame di leader carismatico.
Organizzare un tour elettorale con la chiusura, della campagna propagandistica, a Sezze Romano, un paese, non a caso, dove alle ultime elezioni, il Partito Comunista Italiano, aveva raggiunto, da solo, il 54 per cento dei voti. Il pomeriggio del 27 maggio 1976, una carovana di macchine, partì dalla Capitale in direzione Latina. A guidare l’Alfa dell’onorevole Sandro Saccucci, il suo braccio destro, Angelo Pistolesi, in un’altra Gabriele Pirone e Pietro Allatta, nelle altre macchine, Miro Renzaglia e Franco Anselmi. La prima tappa del giro, nella tranquilla cittadina di Maenza, il comizio si svolse senza nessun incidente. Arrivati alle cinque del pomeriggio, i militanti missini si disposero intorno al palco e iniziarono a distribuire materiale di propaganda. Un’ora e mezza dopo già erano diretti verso Rocca Gorga. Anche lì non successe niente di rilevante. Quando arrivarono a Sezze Romano era quasi buio.
Il palchetto del comizio era montato in un piazzetta secondaria, nella parte vecchia e alta del paese. Si accedeva dopo aver percorso una serie di vicoli in cui le automobili passavano a stento. Chiusa per tre lati dal perimetro esterno di vecchi palazzi, il quarto era una via che si imbottigliava. Una trappola per topi. Il clima era già rovente e in piazza la platea era esattamente divisa in due. Da una parte, i missini, che subito si impossessarono della piazza cantando “Giovinezza” e Roma divina” con saluti romani. Dall’altra, i militanti di Lotta Continua della Federazione Giovanile Comunista, cantando “Bandiera rossa” e “Internazionale”. Iniziato il comizio, l’aria si fece pesante, non appena l’onorevole Saccucci, pronunciò la frase che la colpa delle stragi era da attribuire alla sinistra extraparlamentare, sul palco arrivò di tutto. Un fitto lancio di bottiglie, sassi e bastoni. I missini fecero cordone e risposero, ma quando si trovarono spalle al muro, Sandro Saccucci impugnò la pistola, braccio quasi in verticale, fece fuoco.
Le esplosioni crearono le distanze necessarie per raggiungere le macchine e guadagnare una possibilità di fuga. I militanti di Lotta Continua, conoscendo perfettamente il territorio, cercarono di bloccare l’uscita del paese. Le prime macchine passarono senza nemmeno accorgersi dell’agguato che era stato predisposto. Ma una delle ultime, una Simca verde, guidata da Pietro Allatta, si fermò. Tre colpi di pistola, calibro 7.65. Sul selciato caddero due giovani, Antonio Spirito, 21 anni, ferito a una gamba, e Luigi De Rosa, 19 anni, colpito gravemente all’addome. Morì nel giro di pochi minuti mentre veniva trasportato in ospedale. Intanto, i missini arrivarono nella locale Federazione di Latina e in ordine sparso, partirono subito per Roma. Ma appena fuori Latina, la Polizia bloccò alcune macchine. In Questura, interrogatori e guanti di paraffina. Renzaglia, Pirone e Pistolesi furono subito prosciolti dall’accusa.

Il 1° giugno, il segretario del Movimento Sociale Italiano, Giorgio Almirante, annunciò, Sandro Saccucci decaduto dall’iscrizione al partito. Il 5 giugno Montecitorio deliberò l’autorizzazione a procedere per l’arresto di Pietro Allatta e Sandro Saccucci. Il primo, si rifugiò a Catania, arrestato e condannato in primo grado a tredici anni di reclusione per omicidio. Il secondo, invece, si rifugiò a Londra, arrestato e accompagnato alla frontiera francese per l’estradizione. Ma inspiegabilmente, Sandro Saccucci, riuscì a fuggire trovando riparo in Argentina. Inseguito da un mandato di cattura internazionale, l’ex militante missino, fu condannato a dodici anni di reclusione per concorso morale in omicidio e tentato omicidio. Non metterà più piede sul suolo italiano.

Restava di fatto che l’uomo di fiducia dell’onorevole Saccucci, aveva partecipato e assistito in prima persona a tutti gli eventi cruciali. Angelo Pistolesi era al centro del mirino della sinistra extraparlamentare. Un anno e mezzo dopo, dopo tre giorni dal Santo Natale, il 28 dicembre del 1977, a Roma, in via Statella 7, a metà strada tra il quartiere Gianicolense e la Magliana, Angelo Pistolesi, 31 anni, come sempre, alle 8:15 del mattino, uscì di casa per andare al lavoro. Il suo maggiolone Volkswagen rosso aragosta era parcheggiato a pochi metri dal portone. Ad attenderlo un sicario a volto scoperto. Tre colpi di pistola in pieno petto e Angelo Pistolesi cadde esamine al suolo.
L’assassino, tolti i guanti e gettati nel cortile del condominio, fuggì su una vecchia Fiat 600, rubata a Monteverde il giorno prima, scomparendo nel nulla. Intanto, Angelo Pistolesi, fu caricato in auto da Franco Graziosi, fratello di un’agente di pubblica sicurezza, e trasportato d’urgenza all’ospedale San Camillo. Morì per emorragia. Uno dei tre colpi aveva perforato la colonna vertebrale e reciso l’aorta. Un lavoro preciso e pulito. Dopo poco una rivendicazione con la sigla “Nuovi Partigiani”. Sul luogo dell’agguato giunsero i primi militanti lasciando sulla strada fiori e inscenando una breve manifestazione. I funerali e la sepoltura si tennero in forma riservata per volontà dei familiari. Il segretario, Giorgio Almirante, diede disposizioni, alla Federazione e al Fronte della Gioventù di Roma, di evitare qualsiasi forma di partecipazione in segno di rispetto. Angelo Pistolesi, si era candidato nella lista missina al Campidoglio nell’elezioni del 1976, si era avvicinato al mondo della politica grazie ad alcuni amici in comune che frequentavano la sezione nel quartiere Portuense. Era diventato il fedelissimo dell’onorevole Saccucci e lavorava come impiegato presso una nota azienda di energia elettrica “Enel”, sposato e con figli.

Da un lato, l’opinione pubblica e testate giornalistiche, che diffamavano la giovane vittima e ipotizzando la matrice del delitto non a sinistra ma a destra. Dall’altro, la freddezza del Movimento Sociale Italiano che non aveva per niente dimenticato quello che era accaduto l’anno prima a Sezze Romano. Nonostante le indagini, da parte della Magistratura romana, l’omicidio Pistolesi non fu mai risolto. Niente tracce, niente indizi utili. Angelo Pistolesi fu punito per aver partecipato all’uccisione di De Rosa e cosa beffarda, quel comizio di chiusura, fu controproducente. Infatti, il Movimento Sociale Italiano Destra Nazionale, passò dal 9.2 per cento del 1972 al deludente 6.6 per cento del 1976, da ventisei a quindici deputati. A Sezze Romano, invece, il Partito Comunista passò dal 54 per cento al 64 per cento e il partito di Almirante perse oltre due punti in percentuale.


IL LUOGO DELL' OMICIDIO


PER NON SCORDARLI MAI !
ABATE ORESTE CILIVERGHE (BS) 01/10/1950 
ADOBATI PIETRO TRIESTE 05/11/1953

ALFANO BEPPE BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME) 08/01/1993

ALIBRANDI ALESSANDRO ROMA 05/12/1981

ALIOTTI ANTONINO ROMA 20/02/1967
ALVAREZ ALESSANDRO MILANO 03/03/2000
ANSELMI FRANCESCO ROMA 06/05/1978
ANTONELLI GIULIO NAPOLI 03/04/1991
ASSIRELLI ORLANDO SESTO S.GIOVANNI (MI) 27/01/1946
AZZI NICO  MILANO 11/01/2007
BASSA ERMINIO TRIESTE 06/11/1953
BIGONZETTI FRANCO ROMA 07/01/1978
BILLI ACHILLE ROMA 05/04/1949
BOCCACCIO IVAN RONCHI DEI LEGIONARI (GO) 06/10/1972
CALIGIANI ORIO MILANO 26/01/1946
CALZOLARI ARMANDO ROMA 25/12/1969
CAMPANELLA ANGELO REGGIO CALABRIA 17/09/1970
CECCHETTI STEFANO ROMA 11/01/1979
CECCHIN FRANCESCO ROMA 16/06/1979
CIAVATTA FRANCESCO ROMA 07/01/1978
CRESCENZI RODOLFO
CRESCENZO ROBERTO TORINO 01/11/1977
CROVACE "MAMMAROSA" RODOLFO MILANO 03/07/1984
DE AGAZIO FRANCO MILANO 14/03/1947
DE ANGELIS NANNI ROMA 05/10/1980
DE NORA PAOLO SAN GIOVANNI IN MONTE (BO)
DI NELLA PAOLO ROMA 02/02/1983
DISCALA ELIO ROMA 23/06/1994
DOMINICI BENVENUTO REGGIO CALABRIA 
ESPOSTI GIANCARLO PIAN DEL RASCINO (RI) 30/05/1974
FALDUTO ANDREA
FALVELLA CARLO SALERNO 07/07/1972
FERRARI SILVIO BRESCIA 18/05/1974
FERRAZZI ANDREA GOA
FERRERO ENRICO TORINO 24/05/1985
FERRI VITTORIO PISA 15/07/1948
GATTI FERRUCCIO MILANO 04/11/1947
GHISALBERTI FELICE MILANO 27/01/1949
GIAQUINTO ALBERTO ROMA 10/01/1979
GIRALUCCI GRAZIANO PADOVA 17/06/1974
GIUDICI BRUNO
GRILZ ALMERIGO MOZZAMBICO 19/05/1897
JACONIS CARMINE REGGIO CALABRIA 17/09/1971
LABBATE BRUNO REGGIO CALABRIA 15/07/1970
LOCATELLI "MICHELIN" FRANCO  MONZA APRILE 1983
LUPARA SERGIO MILANO 26/01/1946
MACCIACCHINI EVA MILANO 17/01/1947
MACCIO' DIEGO TORINO 24/05/1985
MAGENES GIORGIO MEDIGLIA (MI) 09/11/1947
MAINO ANTONIO  CALA FIGURA (SPAGNA)
MANCIA ANGELO ROMA 12/04/1980
MANFREDI RICCARDO LODI (MI) 03/06/1976
MANGIAMELI FRANCESCO TORRE DE’ CENCI (PA) 09/09/1980
MANTAKAS MIKIS ROMA 28/02/1975
MANZI LEONARDO TRIESTE 06/11/1953
MASSAIA LEONARDO MILANO 1949
MATTEI STEFANO ROMA 16/04/1973
MATTEI VIRGILIO ROMA 16/04/1973
MAZZOLA GIUSEPPE PADOVA 17/06/1974
MEGGIORIN CLAUDIO BESANO (VA) 13/06/2005
MENEGHINI ENRICO MONZA 06/02/1946
MINETTI RICCARDO ROMA 20/04/1978
MONTANO SAVERIO TRIESTE 06/11/1953
MORTARI I GINO CINISELLO BALSAMO (MI) 28/11/1947
NARDI GIANNI PALMA DI MAIORCA 16/09/1976
NIGRO FRANCESCO MELISSA 29/10/1949 
PAGLIA FRANCESCO TRIESTE 06/11/1953
PAGLIAI PIERLUIGI BOLIVIA 10/10/1982
PALLADINO CARMELO NOVARA 12/08/1982
PEDENOVI ENRICO MILANO 26/04/1976
PETRUCCELLI MICHELE MILANO 14/11/1947
PONTECORVO ADRIANA TORINO 01/04/1987
PRINCIPI PIETRO
RAMELLI SERGIO MILANO 25/03/1975
RECCHIONI STEFAN0 ROMA 07/01/1978
SANTOSTEFANO GIUSEPPE REGGIO CALABRIA 31/07/1973
SCARCELLA PINO
SCARPETTI ALDO 
SPEDICATO WALTER PARIGI 02/05/1992 
TANZI BRUNILDE MILANO 17/01/1947
TRAVERSA MARTINO BARI 13/03/1980
VALE GIORGIO ROMA 05/05/1982
VENTURINI UGO GENOVA 18/04/1970
VIVIRITO SALVATORE MILANO 21/05/1977
ZAVADIL ANTONIO TRIESTE 06/11/1953 
ZAZZI EURO MILANO 03/08/1946
ZICCHIERI MARIO ROMA 29/10/1975
ZILLI EMANUELE PAVIA 05/11/1973
ZUCCHIERI MARZIO

E TUTTI GLI ALTRI CAMERATI CHE CONTINUANO A VIVERE IN QUEI CUORI CHE RENDONO LE LORO VITE SPEZZATE, PER SEMPRE IMMORTALI!